Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!

mercoledì 19 marzo 2008

S. Giuseppe castissimo sposo di Maria & padre putativo di Gesù

ATTENZIONE!
Nel giorno tradizionalmente dedicato al santo in questione veniamo a conoscenza che la Chiesa Universale quest'anno (come in tutti quelli in cui ricorre la medesima condizione!), ha spostato la solennità, anticipandola al sabato precedente, ovvero al 15 u.s., poiché coincidente con un giorno della Settimana Santa.
Il santo del giorno
(ma l’intero mese gli è dedicato!) è considerato ufficialmente dalla Chiesa Cattolica superiore a tutti i Santi e secondo solo alla Madonna, tanto da essere considerato patrono della Chiesa Universale, ed è nella devozione popolare investito di innumerevoli patronati.
Egli, infatti, è considerato il protettore
: dei padri di famiglia (che nell'accezione comune romana di pater familias accomunava le caratteristiche di rigore mitigato dall'affetto, rendendolo l'esempio, il modello, lo specchio non solo del padre propriamente detto, ma anche dello sposo devoto e, per la Chiesa, l'esempio dell'uomo ideale che sa obbedire al volere divino assumendosi responsabilità verso il prossimo rinunciando anche a propri diritti, per cui il giorno odierno è considerato la ricorrenza della Festa del papà!), delle famiglie (per cui viene celebrato insieme colla Madonna e con Gesù nella festività della Sacra Famiglia la domenica tra il 26 dicembre e l'1 gennaio, ovvero il 30 dicembre qualora in tale periodo non vi ricorra la domenica), delle ragazze da marito, dei friggitori (e si vedrà in seguito il perché!), dei carpentieri, degli ebanisti, dei falegnami (che da sempre sono i principali promotori della sua festa!), degli artigiani e degli operai in genere (per cui viene festeggiato come artigiano [o lavoratore] l'1 maggio, giornata quasi universalmente riconosciuta per la celebrazione della Festa dei lavoratori, comunemente detta Festa del lavoro), dei poveri, dei senzatetto, dei pionieri, dei migranti, dei moribondi (per i quali è invocato per l'ottenimento di una buona morte!), ed è anche invocato contro le tentazioni carnali e contro l’usura.
La festa a lui dedicata è associata ad alcune tradizioni, che se pur varianti di luogo in luogo, denotano comunque un denominatore comune, di provenienza popolare, a volte leggendaria quando non addirittura pagana.
Di provenienza popolare
è l'usanza ormai preterita di alcuni paesi della Sicilia (ma anche di altre regioni d'Italia), di invitare i poveri al pranzo del giorno, la cui mensa era benedetta da un sacerdote e servita dal padrone di casa. In alcuni luoghi, addirittura, il banchetto veniva allestito in chiesa e, mentre due sacerdoti servivano i poveri, un terzo predicava per nove volte, tante quante erano le pietanze che venivano servite.
Ciò a ricordo del rifiuto oppostogli quando, marito premuroso di una giovane donna gravida pronta al parto, chiese invano riparo per sé e per la moglie, mentre fuggitivi e perseguitati erano erranti in una regione forestiera. Atto altamente proditorio, che viola due sacri sentimenti dettati dallo ius gentium: l'ospitalità & l'amore familiare.
Leggendaria è l'origine di produrre e consumare in suo onore, soprattutto nell'Italia centromeridionale, dolci (soprattutto fritti [frittelle]) più o meno ripieni o guarniti di crema pasticcera e amarene (ma anche di ricotta), di varia foggia, fattura & nome (zeppole, bignè, frittelle di riso, frittelle all'uvetta, "sfinci").
Ciò in commemorazione, forse, del fatto che San Giuseppe, oltre che il falegname, dopo la fuga in Egitto, avrebbe anche fatto il venditore di frittelle, meritandosi così, almeno da parte del popolo romano, l’affettuoso nomignolo di S. Giuseppe frittellaio.
Infine pagano è il terreno in cui affondano le radici
dell'usanza di effettuare in tale ricorrenza dei falò, in varie parti d'Italia, al nord come al sud, uguali nella forma, nella sostanza e, a volte anche nel nome (focarine, di S. Giuseppe, appunto!). In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto nei campi e a tale scopo vengono accumulate grandi quantità di fascine in modo da creare enormi cataste di legna che vengono accese ai margini delle strade mentre sono serviti e offerti agli amici e ai viandanti piatti tipici, come, in Calabria, le "lagane" (specie di tagliatelle di origine greca) coi ceci, assieme ad altre leccornie tipiche della cultura contadina, il tutto accompagnato, oltre che dall'immancabile vino, dalla musica dei musicanti e dalle grida festose dei bimbi. Quando il fuoco sta per estinguersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, mentre le vecchiette, filando, intonano inni al santo.
Quest'ultima usanza, in alcuni luoghi era caduta in disuso, ma per fortuna l'amore per la propria terra e le proprie usanze & costumanze, ha indotto, chi crede ancora nelle tradizioni, a riportarle in auge.
Poiché la celebrazione del santo coincide colla fine dell'inverno
, ciò è avvenuto in sovrapposizione e successiva sostituzione per rimozione, delle feste pagane legate ai riti di purificazione agraria, denominate Liberali, perché dedicate al dio italico della fecondità, del vino e dei vizi Libero. Feste che iniziavano il 17 del mese e si protraevano nei giorni seguenti e prevedevano il riposo lavorativo e la distensione con feste e divertimenti, soprattutto da parte degli adolescenti che ricevevano dagli adulti la toga virile, facendo ufficialmente ingresso nella comunità dei grandi.
Per altro l'appellativo di "Padre", dato al dio, nonché la sua iconografia, che lo rappresentava con un ragazzo al suo fianco
(un po’ come San Giuseppe con Gesù!), non hanno che facilitato il processo di assimilazione.
Inoltre,
nel giorno dedicato al dio Libero Padre si consumavano focacce, tradizione che, successivamente, colla contaminazione della leggenda di un santo frittellaio, si è mutata in quella delle frittelle.
Per tutte queste motivazioni la festa laica del papà non poteva che essere celebrata in questa data, anche se solo quando giunse in Italia si decise in tal senso. Sembra infatti che l'usanza ci pervenga dagli USA, dove fu celebrata per la prima volta intorno ai primi anni del XX secolo, quando una giovane donna
decise di dedicare un giorno speciale a suo padre, il signore SMART, nel mese di giugno, in concomitanza del suo compleanno.
In principio nacque come festa nazionale, in seguito abrogata: ma ancora oggi continua ad essere una ricorrenza sentita da tutti, nonché un'occasione per le famiglie, e sopratutto per i bambini, per festeggiare i loro papà.
In virtù di ciò, accanto ai dolci più tradizionali, si sono affiancati i Biscotti del papà, un motivo in più per festeggiare in quel luogo, come la famiglia, dove sembra che sempre meno si festeggi più!
In fine permetteteci di riportare una poesia sul papà e, per chi crede, l'atto di consacrazione dell'Italia a S. Giuseppe.
PAPA'
Sublime parola racchiusa nel tuo cuore.
Angelo che segretamente guida i tuoi passi e vive della tua vita,
pronto a sempre dare, senza mai nulla chiedere.
Il sacrificio quotidiano della sua vita ti sia d'esempio.
E quando un giorno sarai chiamato al compimento dei tuoi doveri,
soltanto allora saprai quanto sia stato grande il suo amore.
X
ATTO DI CONSACRAZIONE DELL'ITALIA A S. GIUSEPPE
San Giuseppe, sposo di Maria Santissima, madre di Gesù e madre dell'Umanità, che hai voluto la nostra Italia disseminata dei suoi santuari, e che sempre hai guardato ad essa con lo stesso amore di predilezione con cui l'ha guardata Gesù, che volle stabilire il suo vicario in terra, il Papa, a te, oggi, noi consacriamo questa amata Italia e le sue famiglie.
Custodiscila, difendila, proteggila! Sia pura la fede; siano santi i pastori; siano copiose le vocazioni; sia sacra e difesa la vita; siano sani i costumi; siano ordinate le famiglie; sia cristiana la scuola; siano illuminati i governanti; regni ovunque amore, giustizia e pace.

Custodisci, difendi, proteggi, o provvido custode della Divina Famiglia, i nostri giovani, speranza di un mondo migliore, e gli anziani, radici della nostra fede e maestri di vita.

Ottienici con la tua potente intercessione, unita a quella della tua Santissima sposa, uomini nuovi che abbiano il coraggio di abrogare le inique leggi contro Dio e contro l'uomo, ereditate da un triste ed oscuro passato.

Con la tua protezione, o San Giuseppe, continui l'Italia ad essere centro vivo e di civiltà cristiana, faro di luce evangelica a tutto il mondo, terra di Santi per la gloria del Padre Celeste e per la salvezza di tutti gli uomini.

E, come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così difendi la Santa Chiesa di Dio e la fede delle nostre famiglie da tutte le oscure insidie del male.

Gesù, Giuseppe e Maria, benedite, proteggete, salvate l'Italia!

Ritorni col vostro aiuto e per vostra intercessione a spalancare le porte a Cristo.

Amen.

Una delle tante focarine della scorsa notte.
Questa pubblicazione è dedicata a tutti coloro che si chiamano col nome del santo del giorno (varianti femminili comprese!) e a tutti i papà, a cui va il nostro pensiero e la nostra riconoscenza!
Per approfondimenti:

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