A prescin
dere che anche l'inimicizia ha i suoi valori (molti nemici, molto onore!), è indubbio che l'amicizia nel corso della Storia e in tutte le culture ha riscosso sempre una particolare attenzione.
dere che anche l'inimicizia ha i suoi valori (molti nemici, molto onore!), è indubbio che l'amicizia nel corso della Storia e in tutte le culture ha riscosso sempre una particolare attenzione.
Ciò non solo lo è da parte delle persone semplici, che vivono essa come il naturale sbocco della socializzazione, caratteristica che ci contraddistingue dagli altri animali (l'uomo è un animale sociale, affemava Aristotele), ma, oltre ai poeti, agli scrittori, ai drammaturghi, agli sceneggiatori, ai musicisti e a quant'altri lavorano colla parola, libera o in versi, declamata o cantata, che del trinomio cuore, dolore, amore (termini che a buon diritto entrano anche in questa tematica) hanno fatto
la base delle loro opere, ciò lo è anche da parte dei filosofi, che si sa, per costituzione, non si intendono di cose amene, ed esplicativa a riguardo è l'opera più celebre sull'argomento, il Lelio sull'amicizia di Marco Tullio CICERONE.
la base delle loro opere, ciò lo è anche da parte dei filosofi, che si sa, per costituzione, non si intendono di cose amene, ed esplicativa a riguardo è l'opera più celebre sull'argomento, il Lelio sull'amicizia di Marco Tullio CICERONE.L'amicizia, nel tempo e nei luoghi, si è configurata in molteplici aspetti, tanto da essere connotata da elementi differenti, dipendenti anche dal contesto in cui essa allignava. Alcuni di questi non sempre sono condivisibili in culture
distanti (nel tempo come nello spazio): per ciò basta ricordare il rapporto amicale tipico della Grecia classica, espresso egregiamente da Aristocle, più famoso come Platone, nel suo Simposio, con caratteristiche apertamente sessuali: certamente non proponibili in una dinamica prettamente "amichevole" nella nostra società (occidentale & contemporanea).
distanti (nel tempo come nello spazio): per ciò basta ricordare il rapporto amicale tipico della Grecia classica, espresso egregiamente da Aristocle, più famoso come Platone, nel suo Simposio, con caratteristiche apertamente sessuali: certamente non proponibili in una dinamica prettamente "amichevole" nella nostra società (occidentale & contemporanea).Per gli antichi Romani si identificava col senso di sodalitas, ovvero quella "solidarietà" che contraddistingue gli appartenenti a un gruppo umano accomunato da un medesimo scopo. Tipico, in tal senso, era il rapporto che contraddistingueva i legionari r
omani, traducibile col senso di "cameratismo" (ovvero di sentimento verso il "camerata" con cui si divide il luogo deputato al sonno e verso cui si deve avere fiducia nel turno di guardia sua e attenzione nel turno di guardia propria) che contraddistingue chi, ancora oggi, divide "pane & morte".
omani, traducibile col senso di "cameratismo" (ovvero di sentimento verso il "camerata" con cui si divide il luogo deputato al sonno e verso cui si deve avere fiducia nel turno di guardia sua e attenzione nel turno di guardia propria) che contraddistingue chi, ancora oggi, divide "pane & morte".D'altronde il pane è uno degli elementi fondamentali dell'amicizia: condividere il pane, prototipo del cibo, è un po' come condividere la vita, e cosa sono i "compagni" se non degli amici con cui si con-divide la mensa (cum+panis); e ci fu qualcuno che intorno ad una Mensa invitò i Suoi Compagni a volersi bene e istituì
un memoriale con cui tutti i suoi seguaci, ricordandosi di quella Mensa, si sentissero amici. Di più: fratelli.
un memoriale con cui tutti i suoi seguaci, ricordandosi di quella Mensa, si sentissero amici. Di più: fratelli.Se nei rapporti umani dovrebbe prevalere l'em-patia (ovvero il "percepire dentro" l'altro, il mettersi nei panni dell'altro), nell'amicizia deve prevale la sim-patia (ovvero il "percepire con" l'altro, cioè il percepire insieme, il provare le medesime emozioni). Ecco perché spesso il tradimento dell'amico è vissuto più fortemente del tradimento della persona amata. In alcune lingue (come l'inglese e il tedesco), addirittura non vi è un corrispettivo della frase italiana "ti voglio bene" (frase certamente adatta a due amici) che viene comunque tradotta come "ti amo" (che a sua volta è molto forte in italiano, avendo
acqusito, nella nostra lingua, una connotazione di stampo sessuale e quindi poco adatta al contesto).
acqusito, nella nostra lingua, una connotazione di stampo sessuale e quindi poco adatta al contesto).Dagli amici ci si aspetta di essere compresi, capiti, quasi in modo intuitivo, al punto tale da poter affermare che i veri amici sono come gli uccelli: si incontrano al volo.
Ecco perché chi trova un amico trova un tesoro. Da cui: chi perde un amico perde un tesoro. E quindi: chi ritrova un amico ritrova un tesoro!

Dedicato a tutti gli amici che per incontrarsi in cielo spesso si scontrano sulla terra!
Nel corpo dell'articolo: tre imterpretazioni artistiche pittoriche dell'amicizia, nell'ordine, rispettivamente di: Pablo PICASSO, Egon SCHIELE & Keith HARING.
Per approfondimenti:



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