E' alquanto illogico, per non dire immorale, che in una società che si definisce fondata sui principi di libertà e democrazia, dove hanno non solo diritto di replica, ma bensì anche quello di esporre, tanto in contesti privati, quanto in quelli pubblici, le loro opinioni e il loro operato ex brigatisti e mafiosi falsamente pentiti, si arrivi ad impedire che il Papa possa partecipare ad una conferenza, dove, per altro, era stato regolarmente invitato.
Questi i fatti
In occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico della prima università euro
pea per numero di iscritti, nonché una delle più prestigiose per anzianità, importanza e ubicazione, quella della Sapienza di ROMA, il Senato Accademico della stessa aveva espresso parere favorevole alla proposta del Magnifico Rettore, Renato GUARINI, di avere tra gli invitati il Santo Padre.
pea per numero di iscritti, nonché una delle più prestigiose per anzianità, importanza e ubicazione, quella della Sapienza di ROMA, il Senato Accademico della stessa aveva espresso parere favorevole alla proposta del Magnifico Rettore, Renato GUARINI, di avere tra gli invitati il Santo Padre. Dei circa 4500 docenti, un manipolo di 67 laicisti anticlericali aveva inviato, tempo fa, una lettera al Rettore, in cui, pur non mettendo in discussione la realizzazione dell'avvenimento, la cui scelta era avvenuta secondo le regole universalmente riconosciute nell'ambito democratico, che prevedono il passaggio delle mozioni approvate con maggioranza assoluta semplice, esprimevano semplicemente il loro disappunto su ciò. Punto! Come dire: noi non avremmo gradito che venisse, ma poiché riconosciamo che il sistema democratico, che approviamo a pieno, prevede che la maggioranza vince, venga pure. Punto!
Se tutto fosse rimasto così, oggi non avremmo scritto l'ennesima pagina vergognosa della storia, soprattutto contemporanea, dell'Italia.
Ma purtroppo non è andata così! Questa volta, ben più di un manipolo, ma non di docenti, bensì di scalmanati, che spesso mal interpretano il concetto di libertà, provenienti da varie realtà nazionali, minacciando di impedire il normale svolgimento della manifestazione con contromanifestazioni di disturbo (musica ad alto volume sparata da altoparlanti) e di provocazione (significativa la "frocessione laica", che prevedeva l'"ostensione" di busti del Papa con rossetto), hanno indotto il Santo Padre a desistere dal partecipare, arrecando una grave ferita al concetto liberale della libera esposizione delle idee.
Il Papa come figura religiosa in generale, e questo Papa in particolare, possono risultare più o meno simpatici: ma in uno Stato di diritto non dipende dal grado di simpatia l'accesso al diritto stesso, che se è stato concesso a persone dalla dubbia moralità (attuale) e certa reputazione (pregressa), è impensabile ed illecito rifiutare a chi, in un sol colpo rappresenta il capo di uno Stato estero regolarmente riconosciuto dall'Italia e rappresentato a livello internazionale; la suprema autorità morale dei cristiani cattolici e, a volte, anche se non dogmaticamente seguita, almeno ascoltata dai cristiani separati; un ex docente universitario; un teologo di notevole spessore e quindi un filosofo di altrettanta squisita dottrina. Ma in una società che predilige il sensazionalismo e l'urlo, l'introspezione e il silenzio diventano fumo!
Alcuni invitati hanno preferito non partecipare, in solidarietà col Papa, forse perché offesi come cattolici; avremmo preferito che tutti non partecipassero, perché offesi come cittadini e come uomini.
Ma in fondo siamo contenti che sia andata così: il Santo Padre, desistendo dal presentarsi, ha compiuto una ritirata strategica. Con essa si rinuncia sì alla battaglia, ma si pone una pesante ipoteca sulla vittoria della guerra. Lo sanno tutti gli studiosi di tattica e di strategia.
Soprattutto alla luce dell'insegnamento che si evince dal discorso che avrebbe dovuto tenere in quel contesto, e che la Sala Stampa vaticana ha inviato comunque. In uno dei passi introduttivi si legge: "...la 'Sapienza' era un tempo l'università del papa, ma oggi è un'università laica con quell'autonomia che, in base al suo stesso concetto fondativo, ha fatto sempre parte della natura di università, la quale deve essere legata esclusivamente all'autorità della verità. Nella sua libertà da autorità politiche ed ecclesiastiche l'università trova la sua funzione particolare, proprio anche per la società moderna, che ha bisogno di un'istituzione del genere." E inoltre, in uno dei passi conclusivi, alla domanda: "Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell'univesità", si rispondeva: "Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà."
Ogni commento è inutile, ogni pensiero superfluo.
Parola di laici. Veri! Sinceri! Ferventi!
Per leggere il discorso preparato da Benedetto XVI:
Per approfondimenti:

