La giornata attuale, fortemente voluta negli anni in cui l'"altra metà del
Cielo" (come ebbe a definirla il capo carismatico della Lunga Marcia), non poteva neanche immaginare di poter godere sulla carta della metà dei diritti della Terra, e fortemente festeggiata negli anni della contestazione giovanile, è divenuta, purtroppo, negli ultimi tempi una data festeggiata in modo duplice da due diversi filoni di pensiero: quello che propone i medesimi contenuti di sempre, spesso ormai consunti dalla Storia e del tutto non più attuali, e quello che li ha totalmente avulsi.
Il primo è il caso dei movimenti femministi radicali di ispirazione veterocomunista che, con una punta di narcisismo, quasi di impronta omosessuale, tendono a voler dimostrare con argomentazioni, spesso pusillanimi, costantemente e pedissequamente, la superiorità della donna sull'uomo (ma forse dovremmo dire della femmina sul maschio!), partendo da considerazioni di tipo politico (vedendo la metà del Cielo a loro complementare come un insormontabile ed eterno ostacolo alla loro affermazione in ogni campo, accusandolo di maschilismo fallocratico) e finendo a considerazioni di tipo biologico (paventando scenari, a dir poco apocalittici, di un mondo totalmente abitato da donne, per via della possibilità, non del tutto teorica, di poter da sole, anche se coll'aiuto della scienza e della tecnica, riprodursi, quasi per partenogenesi), i cui incontri sono organizzati, gestiti, vissuti solo ed esclusivamente da donne in luoghi penosamente grigi che ci rimandano ad una tristezza di stampo sovietico.
Cielo" (come ebbe a definirla il capo carismatico della Lunga Marcia), non poteva neanche immaginare di poter godere sulla carta della metà dei diritti della Terra, e fortemente festeggiata negli anni della contestazione giovanile, è divenuta, purtroppo, negli ultimi tempi una data festeggiata in modo duplice da due diversi filoni di pensiero: quello che propone i medesimi contenuti di sempre, spesso ormai consunti dalla Storia e del tutto non più attuali, e quello che li ha totalmente avulsi.
Il primo è il caso dei movimenti femministi radicali di ispirazione veterocomunista che, con una punta di narcisismo, quasi di impronta omosessuale, tendono a voler dimostrare con argomentazioni, spesso pusillanimi, costantemente e pedissequamente, la superiorità della donna sull'uomo (ma forse dovremmo dire della femmina sul maschio!), partendo da considerazioni di tipo politico (vedendo la metà del Cielo a loro complementare come un insormontabile ed eterno ostacolo alla loro affermazione in ogni campo, accusandolo di maschilismo fallocratico) e finendo a considerazioni di tipo biologico (paventando scenari, a dir poco apocalittici, di un mondo totalmente abitato da donne, per via della possibilità, non del tutto teorica, di poter da sole, anche se coll'aiuto della scienza e della tecnica, riprodursi, quasi per partenogenesi), i cui incontri sono organizzati, gestiti, vissuti solo ed esclusivamente da donne in luoghi penosamente grigi che ci rimandano ad una tristezza di stampo sovietico.Il secondo è il caso dei movimenti postfascisti di ispirazione neoliberista, che colgono tutte le occasioni di festa per avere l'opportunità di ostentare la propria ricchezza interiore (!)
a suon di ostriche, sciampagna e caviale, i cui incontri, in luoghi da "bilionari" che poco concedono all'introspezione o al dialogo, prevedono la presenza del sesso forte solo per concedere agli occhi (e non solo!) il piacere di emozioni forti.Tutt'e due penosamente e inconsapevolmente orientate sulla medesima via del maschio tanto vituperato, tanto da poter parlare di un vero desiderio di potere che potrebbe a buon ragione essere definito "colpocrazia".
Ci verrebbe da chiedere, allora, che senso ha celebrare, ancora oggi quella che comunemente è definita Festa della Donna? Le motivazioni sono almeno triplici.
1. Se anche nel nostro mondo occidentale (colle sue caratteristiche di cultura, progresso, civiltà, ricchezza, &c.) i diritti per le donne sono ormai acquisiti sulla carta quasi ovunque, non sempre sono applicati nella realtà per ostacoli provenienti da diverse cause. 2. Vi sono varie altre parti del mondo che per le medesime cause non vedono i diritti suddetti neanche sanciti teoricamente. 3. Quand'anche si dovesse giungere (ci auguriamo il più brevemente e incruentemente possibile!) al riconoscimento in ogni dove nell'umana famiglia della parità totale dei diritti delle donne e degli uomini, la data che tanto ha significato in questo lungo e sofferto percorso dovrà rappresentare un monito, per le generazioni a venire, di quanto sia stato importante l'impegno profuso da tanti esseri umani (donne e uomini!) perché le rappresentanti il gentil sesso non rappresentassero solo la metà del Cielo!
La mimosa (Acacia dealbata): simbolo floreale della giornata.
In apertura: le tre Grazie.
Per approfondimenti:


