Ci scusiamo, anche se in ritardo, coi nostri visitatori.
lunedì 28 luglio 2008
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Capitan HARLOCK
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giovedì 24 aprile 2008
93 anni di vergogna!
Chissà perché ci sono uomini che anche dopo essere stati assassinati, lo vengono ulteriormente dopo morti!
Chissà perché ci sono popoli che dopo essere stati sterminati, devono subire il silenzio assordante della Storia!
Chissà perché ci sono delle realtà che non si vuole, non si può, non si deve consegnare alla Verità!
Non vogliamo spendere una parola nel raccontare cosa è successo, lasciando al lettore l'incombenza, ma vogliamo urlare a Dio & all'Umanità la nostra indignazione per ciò che sta continuando a succedere.
E' oggi il giorno che il popolo armeno (che si ritiene dimenticato anche da Dio, se infatti afferma che quando Egli fece la Terra, tutte le pietre che Gli avanzarono le gettò nel loro Paese!) commemora il così detto Genocidio armeno od Olocausto degli Armeni o Massacro degli Armeni (e che nella loro lingua madre suona Metz Yeghern, "Grande Male").
Chissà perché ci sono popoli che anche dopo essere stati dimenticati in vita, meritano l'infamia della condanna all'oblio!
Quando questa congiura del silenzio finirà?
Sono 93 anni.

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Capitan HARLOCK
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lunedì 21 aprile 2008
(Dies) Natalis ROMÆ
Sulla data ufficiale d'inizio della storia d'Italia gli studiosi non sono concordi: c'è chi sostiene che coincida con quella odierna, colla data che nel 753 a.C. vedeva, secondo una leggenda riportata anche dall'erudito Marco Terenzio VARRONE, la fondazione, da parte di Romolo (& Remo), dell'Urbe immortale, della Città eterna, tanto da farvi derivare la cronologia romana, definita infatti colla locuzione ab Urbe condita; c'è chi punta, invece, sul 4 settembre del 476 d.C. (MCCXXIX a.U.c), quando, cioè, colla deposizione dell'imperatore Romolo Augustolo, ultimo sovrano dell'Impero d'Occidente, il crollo di questa entità, porta l'Italia a non essere identificata più coll'Impero, ma con un regno (o più regni) indipendente, e con un nuovo sovrano, il re degli Eruli & dei Romani (ovvero d'Italia!) Odoacre. Noi propendiamo per quest'ultima tesi, poiché, se l'Italia è e deve essere degli Italiani, ROMA è e deve essere anche dell'Umanità intera, per la Storia, la religione, il diritto, la lingua, l'ingegneria, l'arte, la bellicistica, &c.
E proprio per questo motivo, e non in contrasto ad esso, che avendo la ventura di averla come capitale del nostro Stato, avremmo l'obbligo di festeggiare questa data, senza darle significati politici ulteriori e superando le remore che ostano a questa scelta dovuta all'unica città divinizzata.
Auguri, alla Città (& al Mondo), per i suoi 2761 anni!
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Capitan HARLOCK
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domenica 20 aprile 2008
פסח ΠΑΣΧΑ PASCHA
La data della Pasqua (per qualunque confessione: ebraica, cristiana cattolica & cristiana evangelica insieme, cristiana ortodossa) non è fissa: per cui, la Pasqua stessa è definita una festa mobile.
Non ostante il diverso metodo per calcolarla, ciò dipende da quando cade il primo plenilunio di primavera. In quella data, infatti, che nel loro calendario liturgico (lunisolare) è il giorno 15 del mese di nisan (germoglio, maturazione [dell'orzo]), la celebrano gli Ebrei, indipendentemente dal giorno della settimana, anche se l'inizio dei festeggiamenti avviene al tramonto del giorno precedente (il 14), come per tutte le altre feste giudaiche, volendo, la tradizione israelitica, la fine del giorno vecchio (e di conseguenza l'inizio del nuovo!) col tramonto.
Il 15 di nisan dovrebbe corrispondere, astronomicamente, sempre al primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera; ma, poiché l'anno ebraico medio è di circa 6,5' più lungo rispetto all'anno tropico medio, nel corso dei secoli si sono accumulati alcuni giorni di ritardo.
Attualmente
la Pasqua ebraica cade sempre tra il 26 marzo e il 25 aprile; questo intervallo di date, però, si sposta lentamente sempre più in avanti (1 giorno ogni 216 anni circa!). Inoltre, per la regola del calendario ebraico, secondo cui l'anno può iniziare solo di lunedì, martedì, giovedì o sabato (se la luna nuova cade in uno dei giorni vietati, il capodanno si sposta al giorno successivo), corrispondentemente la Pasqua può cadere solo di sabato, domenica, martedì o giovedì.
La Chiesa cristiana, sin dai primi tempi, aveva abbandonato questa strada, in favore della domenica successiva. Ciò perché, se la Pasqua giudaica (nella lingua israelitica פסח [Pesach], vuol dire "passare oltre", in ricordo del passare oltre dell'angelo sterminatore di Dio
dell'ultima delle 10 piaghe d'Egitto al vedere le porte del popolo ebraico cosparse di sangue d'agnello nello sterminio dei primogeniti egiziani [uomini & animali], che porterà all'uscita (esodo) dall'Egitto del polopo eletto, condotto da Mosè verso la terra promessa coll'attraversamento del Mar Rosso e, quindi, alla fine della schiavitù; tanto che in inglese vi sono due differenti lemmi per indicare le due Pasque, rispettivamente ebraica & cristiana: Passover [propriamente: "passare oltre"] & Easter, situazione esattamente speculare a quella dei discendenti mosaici, che se per la propria usano il termine פסח [Pesach], per quella altrui utilizzano פסחא [Pascha], divenendo, a sua volta, un prestito di un prestito!), nel
mondo cristiano non è altro che il giorno della morte di Gesù, essendo, per ormai diffusa dottrina, l'Ultima Cena non altro che il pasto dopo il tramonto del 14 di nisan (che in ebraico si chiama seder cioè "ordine", ovvero quel preciso ordine rituale con cui si svolge la serata), la Pasqua cristiana, perduto il suo significato giudaico originario
, è venuta a connotarsi come il "passaggio" dalla morte alla vita di Gesù e ad una nuova vita per i cristiani, soprattutto per chi, convertitosi alla nuova fede, durante la Veglia Pasquale, riceve il battesimo (catecumeni).
Il motivo per cui si scelse la domenica successiva e non quella più vicina, al punto che, se il plenilunio cade di domenica, la data viene fissata giusto sette giorni dopo, è da ricercarsi nel fatto che Cristo risuscitò dopo la Pasqua israelitica, anche se a tale motivazione non è del tutto impensabile che vadano aggiunte pure ragioni polemiche contro l'ebraismo/giudaismo.
La scelta della prima domenica successiva al primo plenilunio di primavera non
fu però, in un primo momento, accolta da tutta la Chiesa, se si rintraccia, già dal II sec. fino a poco oltre il primo Concililo di NICEA (l'attuale IZNIK [TR]) (325), una disputa teologica, detta "Controversia quartodecimana", tra la Chiesa dell'Asia minore, che riteneva che i cristiani dovessero proseguire nella tradizione degli Apostoli, citando anche la
tradizione risalente all'apostolo & evangelista S. Giovanni, che vedeva la celebrazione dell'evento cristiano in concomitanza con quello ebraico (con inizio la sera del 14, da cui il nome, del mese di nisan), e le Chiese romana & alessandrina che erano ormai da tempo di tutt'altro avviso.
Fu proprio tale Concilio a stabilire definitivamente il criterio per la determinazione della data della Pasqua cristiana "nella data dei Romani & degli Alessandrini" e, per l'importanza scientifica riconosciuta alla città di ALESSANDRIA (ET), fu incaricata la Chiesa di tale città di determinare e comunicare ogni anno a tutte le Chiese, colla così detta "lettera festale", la data stabilita per tale solennità e, quindi, per tutte le altre feste mobili da essa dipendenti (probabilmente usando il calendario copto).
Attualmente solo alcune confessioni evangeliche, molto vicine ad una visione biblica di stampo veterotestamentario, preferiscono la strada quartodecimana.
Da tale regola ne consegue che le date limite della Pasqua cristiana sarebbero il 22 marzo & il 25 aprile, dato per ufficiale e immodificabile l'equinozio di primavera a GERUSALEMME il 21 marzo (!), come stabilito nel suddetto Concilio, dove si convenne di spostare di quattro giorni la data che allora era dedicata ufficialmente all’equinozio di primavera, il 25 marzo, anche se, per varie ragioni, la data astronomica esatta dell'equinozio varia da un anno all'altro e nel corso dei secoli (quest’anno, per esempio, è caduta il 20 marzo!)
Ma, a complicare le cose vi è che i fratelli separati d'Oriente difficilmente celebrano la festa più importante della cristianità il medesimo giorno dei cristiani fedeli a ROMA. Ciò deriva dal fatto che, se dal punto di vista civile ormai la quasi totalità dei popoli del mondo ha adottato il calendario gregoriano, dal punto di vista liturgico, i cristiani ortodossi sono ancora legati al vecchio calendario, quello giuliano, appunto, che a cagione del ritardo accumulato (che ora ha raggiunto i 13 giorni!), sfasa la data della celebrazione della solennità facendola cadere tra il 4 aprile e l'8 maggio del calendario gregoriano!
E' per questo che è in corso, da alcuni anni, un tentativo, da parte dei rappresentati delle confessioni cattolica, ortodossa & evangelica, di stabilire una data di Pasqua che sia la medesima per tutti: in modo da poter celebrare la festa tutti i cristiani nel medesimo giorno.
E’ infatti sintomatico delle divisioni che lacerano il corpo mistico di Cristo (la Chiesa) che proprio la solennità per eccellenza del Cristianesimo (più importante del Natale, poiché tutti gli uomini vissuti sono nati, ma nessuno, morto, è risorto per la propria divinità!) sia motivo di divisione. Ut omnes unum sint, fu
detto dal Signore nella preghiera sacerdotale dell’Ultima Cena, e ciò fu ripetuto nel Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II Magno in occasione dell’ora di preghiera della Curia Romana per l’unità dei cristiani il giorno 23 del mese di gennaio dell’anno 1981.
E sicuramente questo problema potrebbe essere risolto se, anziché far ricorso ad algoritmi che partono da una data dell'equinozio stabilita a priori, e a volte peggiorata da un computo basato su un calendario errato, si procedesse invece nel calcolo, sulla base del momento esatto degli eventi astronomici (equinozi & pleniluni).
Col trascorrere dei secoli, il calendario giuliano, come è noto, mostrò i suoi difetti, sia in termini
di retrogradazione dell'equinozio (precessione) (tanto da fare scrivere a Dante ALIGHIERI: “prima che gennaio tutto si sverni/per la centesma ch'è laggiù negletta”, Par. XXVII, 142-143), sia in termini di previsione del plenilunio.
La prima causa di errore è ben nota: la durata dell'anno non e' di 365,25 giorni, ma
di 365,242199 (cifra che dovrebbe essere quella data da Simon NEWCOMB alla fine dell'Ottocento per l'anno 1900), che comporta un errore di un giorno ogni 128,188694 anni (a fronte del giorno ogni 3323 del il calendario gregoriano!)
La seconda lo è meno: la durata media della lunazione non è di 29,530851 giorni (ossia di 365,25X19/235), ma di 29,530588, il che comporta un errore di un giorno ogni 307,4 anni!
Per conseguenza, la riforma del calendario dovette occuparsi anche del metodo di computazione della data di celebrazione della Pasqua (computus paschalis).
Per risolvere questo problema, cioè trovare un metodo per calcolare la data di questa importante festa religiosa, si sono mobilitati nei secoli le migliori menti di importanti & conosciuti
sia astronomi che matematici, e diverse sono le variabili da cui dipende questo calcolo: la lettera domenicale, il numero d’oro, l’epatta.
Si pos
sono individuare, tra i più diffusi, quattro procedimenti di calcolo (algoritmi) per tale data: il primo è dovuto a Dionigi (o Dionisio) il Piccolo, e fonde il ciclo lunare di Metone (mediante la conoscenza del numero d’oro) con quello solare; il secondo è dovuto a Ca
rl Friedrich GAUSS, riproposto e modificato da Giuseppe TAVERNINI; il terzo è dovuto a J. M. OUDIN, ed è stato riproposto e modificato da Claus TØNDERING nel suo sito Frequently asked questions about calendars (Domande frequ
entemente poste sui calendari), e sotto molti aspetti è il più
comodo, vantaggioso e universale di tutti, soprattutto se si effettuano i calcoli mediante l’elaboratore; il quarto è dovuto a Luigi (o Alvise) GIGLIO (o LILIO) GHIRALDI (medico & astronomo calabrese della corte papale, artefice, insieme col matematico gesuita tedesco Christopher CLAVIUS, nato Christoph CLAU, col matematico,
astronomo & cosmografo Ignazio DANTI, al secolo Pellegrino
Rainaldi DANTI, & col proprio fratello Antonio, della riforma del calendario che, dal papa allora felicemente regnante, Gregorio XIII, al secolo Ugo B(U)ONCOMPAGNI, che fortemente la incentivò, fu chiamata gregoriana), e richiede la conoscenza dell'epatta.
In realtà, di metodi ne esistono di svariati, limitandoci a citarne altri quattro: il primo è dovuto a Vincenzo BRONZIN, che è stato descritto da Bruno CESTER sulla rivista L'astronomia; il secondo
è dovuto a Samuel BUTCHER, descritto nell’Ecclesiastical astronomy, e descritto successivamente da Harold Spencer JONES nella General astronomy, e descritto ulteriormente da Leopoldo BENACCHIO sempre nell’Ecclesiastical astronomy; il terzo è dovuto a Roland W. MALLEN; il quarto è dovuto a CARTER.
Esistono alcuni metodi empirici provenienti dalla saggezza popolare che risultano essere poco precisi e che ormai hanno solo una rilevanza puramente culturale & demologica; uno è immortalato in alcuni versi latini: “Post martis, nonas ubi sit nova luna require tertia lux domini proxima pascha dabit” (ovvero: "Dopo il sette di marzo la luna nuova cercate, contate tre domeniche e la Pasqua troverete"); l’altro è l’adagio di un vecchio motto: “Non c’è Sabato Santo al mondo, che il cerchio della luna non sia tondo”.
Poiché la ricorrenza della Pasqua deve ricadere all’interno di un periodo che va dal 22 marzo al 25 aprile, a seconda che essa avvenga nei primi giorni possibili, in quelli mediani o negli ultimi, da ciò derivano le definizioni (contrariamente alle accezioni comunemente date ai termini alto & basso, che rispettivamente indicano un evento caduto presto o tardi) di Pasqua bassa (dal 22 marzo al 2 aprile), Pasqua media (dal 3 aprile al 13 aprile) e Pasqua alta (dal 14 aprile al 25 aprile).
Riguardo all'Ultima Cena, infine, c'è da aggiungere che non tutti sono d'accordo che fosse la celebrazione della Pasqua giudaica. Se infatti i Vangeli sinottici parlano di una sala preparata per poter mangiare la Pasqua, il quarto Vangelo riporta che al mattino del venerdì i Giudei non vollero entrare nel pretorio di Ponzio Pilato per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua, denotando, quindi, che essa non era ancora stata festeggiata; lo stesso S. Giovanni, inoltre, parla del giorno successivo come di un giorno solenne, senza però dire che fosse Pasqua.
Ancora più arduo è cercare di identificare la data precisa dell'evento che le Chiese cristiane, sia cattoliche, che ortodosse, che evangeliche, ogni anno celebrano: evento che per gli uomini di fede è una speranza e che per tutti è il più grande mistero della Storia!
Cogliamo l’occasione per porgere i nostri auguri di una felice Pasqua (A fraylekhn Pesah) agli Ebrei (nostri fratelli maggiori in Abramo, santo, patriarca & padre di tutti i credenti) che la celebrano oggi!Vorremmo concludere con un omaggio a (quasi) tutti i popoli della Terra, elencando, nella loro lingua la parola Pasqua (cercando, lì dove possibile, la pronuncia, il significato & l'origine ), e rivolgendo, sempre nella loro lingua l'augurio per tale festa!
- Africano: Paasfees
- Albanese: Pashkët
- Amarico: [Fasika]
- Arabo: عيد الفصح [Aīd ul-Figh]
- Azero Pasxa Fish (pronunciato fis`h)
- Berbero: Tafaska (oggi è il nome dell'islamica "Festa del sacrificio")
- Catalano: Pasqua
- Danese: Påske
- Esperanto: Pasko
- Faroese: Páskir (plurale)
- Finlandese: Pääsiäinen
- Francese: Pâques
- Ebraico: פסחא [Pascha]
- Gallese: Pasg
- Giapponese: Seidai Pasuha (Santa & Gran Pasqua), utilizzato dai membri orientali ortodossi Greco: Πάσχα [Paskha]
- Irlandese: Cáisc
- Islandese: Pasen/Paasfeest
- Italiano: Pasqua
- Latino: Pascha/Festa Paschalia
- Malayalam: പെശഹ [Pæsa(c)ha]
- Ndebele settentrionale : Pasika
- Norvegese: Påske
- Persiano: [Pas `h]
- Polacco: Pascha
- Portoghese: Páscoa
- Rumeno: Paşte
- Russo: Пасха [Paskha]
- Scozzese: Casca
- Spagnolo: Pascua
- Svedese: Påsk
- Tagalog (filippino): Pasko ng Muling Pagkabuhay (Pasqua di Risurrezione)
- Tedesco del Basso Reno: Paisken
- Turco: Paskalya
- Ucraino: Паска [Paska]
- Bielorusso: Вялікдзень [Vjalikdzěn']
- Bulgaro: Великден [Vělikděn']
- Ceco: Velikonoce
- Lettone: Lieldienas (plurale)
- Lituano Velykos (plurale)
- Macedone: Велигден [Veligden]
- Polacco: Wielkanoc
- Slovacco: Veľká Noc
- Sloveno: Velika no
- Ucraino: Вялікдзень [Vjalikdzěn']/Великдень [Vělykděn]
- Armeno: Սուրբ Հարություն [Sourb Haroutiwn] (Santa Resurrezione)
- Bosniaco: Uskrs/Vaskrs (Resurrezione)
- Bulgaro: Възкресение Христово [Vazkresenie Hristovo] (Resurrezione di Cristo)
- Cinese: Fùhuó Jié (Festa della Resurrezione)
- Croato: Uskrs (Resurrezione)
- Coreano: Buhwalchol (Festa della Resurrezione)
- Georgiano: აღდგომა [Aĝdgoma] (Resurrezione)
- Giapponese: Fukkatsusai (Festa della Resurrezione)
- Lakota: Woekicetuanpetu (Giorno della Resurrezione)
- Macedone: Воскрес [Voskres] (Resurrezione)
- Serbo: Ускрс [Uskrs]/Васкрс [Vaskrs] (Resurrezione)
- Vietnamita: Lễ Phục Sinh (Festa della Resurrezione)
- Armeno: Զատիկ (Zatik/Zadik) (Separazione)
- Estone: Lihavõtted ("Prendere la carne")/Ülestõusmispühad
- Giapponese: Iisutaa (trasposizione in giapponese katakana di Easter)
- Inglese: Easter
- Maltese: L-Għid il-Kbir (La Grande Festa")
- Ossetico: куадзæн, da комуадз æ н (Fine del Digiuno)
- Persiano: عيد پاك (Festa casta)
- Tedesco: Ostern
- Tongano: Pekia (Morte [di un Signore])
- Ungherese: Húsvét (Prendere/Acquistare la carne)
Auguri!
- Africano: Geseënde Paafees!
- Albanese: Gëzuar Pashkët!
- Arabo: !فِصْحُ سعيدُ
- Basco: Ondo izan Bazko garaian!
- Bretone: Pask Seder!
- Bulgaro: Честит Великден!
- Cantonese: 閣活節! [Feukweutjit faaileok!]
- Catalano: Bona Pasqua!
- Ceco: Veselé Velikonoce!
- Coreano: 행복한 부활절이 되시길!
- Cornico: Pask Lowen!
- Croato: Sretan Uskrs!
- Danese: God Påske!
- Ebraico: !פסח כשר ושמח
- Esperanto: Feliĉan Paskon!
- Estone: Häid lihavõttepühi!
- Fiammingo: Zalig Pasen!
- Finlandese: Hyvää pääsiäistä!
- Francese: Joyeuses Pâques!
- Friulano: Buine Pasche!/Bune Pasche!
- Inglese: Happy Easter!
- Irlandese: Cáisc shona dhuit!
- Mannese: Caisht sonney dhyt!
- Slovacco: Radostné veľkonočné sviatky!
- Spagnolo: Feliz Pascua
- Galiziano: Boas Pascuas!
- Gallese: Pasg Hapus!
- Giapponese: イースターおめでとう!
- Giudeo-spagnolo: !פיליז פסח
- Greco antico: Καλόν Πάσχα
- Greco moderno: Καλό Πάσχα!
- Islandese: Gledilega paska!
- Indonesiano: Selamat Paskah!
- Latino: Prospera Pascha sit!
- Lettone: Priecīgas Lieldienas!
- Lituano: Su Šventom Velykom!
- Maltese: L-Għid it-tajjeb!
- Mandarino: 復活節快樂! [Fùhuójié kùailè!]
- Moldavo: Паште феричит!
- Montenegrino: Srećan Yskrs!
- Norvegese Bokmål: God påske!
- Olandese: Zalig Pasen!/Vrolijk Pasen!
- Osseto: Куадзæны хорзæх уæ уæд! (pl.) Куадзæны хорзæх дæ уæд! (sing.)
- Persiano: !عيد پاک مبارکù
- Polacco: Wesołych Świąt Wielkanocnych!
- Punjabi: ਈਸਟਰ ਖੁਸ਼ਿਯਾੰਵਾਲਾ ਹੋਵੇ॥
- Romeno: Paşte fericit!
- Russo: С праздником Пасхи!
- Scozzese: A' Chàisg sona!
- Serbo: Срећан Ускрс!
- Slovacco: Milostiplné prežitie!/Veľkonočných sviatkov!
- Sloveno: Vesele velikonočne praznike!
- Swahili: Heri kwa sikukuu ya Pasaka!
- Svedese: Glad Påsk!
- Tagicco: Maligayang pasko ng pagkabuhay!
- Tedesco: Frohe Ostern!
- Tailandese: สุขสันต์วันอีสเตอร์
- Turco: Paskalya bayramınız kutlu olsun!
- Ucraino: З Великодніми святами!
- Ungherese: Kellemes Húsvéti Ünnepeket!
- Volapük: Lesustanazäli yofik!
- Yoruba: Eku odun ajinde!
- Yiddish: !אַ פֿרײַלעכן פּסח
Siti con programmi per calcolare la Pasqua:Per approfondimenti:
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giovedì 17 aprile 2008
Buon Natale!
E' ormai da
chiunque risaputo che la data precisa del Natale sembra non coincidere affatto, né per giorno, né per mese, né per anno, con quella che siamo soliti celebrare, e cioè quel 25 dicembre dell'anno 753 dalla fondazione di ROMA, anno che il monaco Dionigi (o Dionisio) il Piccolo aveva posto come quello iniziale dell'era volgare.
Se già sull'anno vi sono problemi difficilmente sormontabili, per il mese e a ddirittura per il giorno l'impresa da ardua diventa pressochhé impossibile.
Molti studiosi hanno tentato di dare una risposta definitiva ad una delle domande più care alla storiografia di tutti i tempi: quando è nato veramente Gesù?
altre feste cristiane!) ad una festa romana precedente, di stampo pagano: il dies natalis Solis Invicti; e chi, se non il Cristo, il Novello Sole di Giustizia, poteva essere celebrato in questo giorno, che vedeva già la nascita di un Sole Invitto, che altri non era, nel mondo romano, se non quel dio indo-persiano, di nome Mitra e appellato il Salvatore che, nato da vergine, aveva avuto 12 discepoli, era morto a 33 anni ed era risorto dopo tre giorni per donare, coi culti misterici con cui era adorato, la speranza di una vita nuova ai suoi seguaci? Questo culto, infatti, (mitraismo) fu il più concorrenziale al cristianesimo, arrivando a fon
dervisi sincreticamente.
Per
altro questa data (o comunque questo periodo dell’anno, ovvero quello del solstizio d'inverno, quado il sole, cioè, sembra riprendere il vigore che aveva gradatamente perso) è associata in modo sorprendente (ma poi non tanto, se si pensa che molti dei sono identificati, in tutte le religioni, al sole, che non vinto da niente, neanche dalla morte, è fonte di speranza di vita!) alla nascita di svariate divinità, e non
solo in contesti geografici che avevano contiguità & continuità col mondo giudaico.
Giusto mo' di esempio si citi il dio accadico-sumerico Sama/Utu; il dio posteriore babilonese (anch'egli accadico-sumero) Dumuzi/Tammuzi; il dio siriano Adone (per il quale William WILLIAMSON [pseudonimo di W. SCOTT-ELLIOT], nella Legge suprema: Studio sulle origini delle religioni e sulla loro unità fondamentale, scrive: "... alcuni dei
primi Padri della Chiesa Cristiana asseriscono che la grotta di BETLEMME, in cui si celebravano i misteri di Adone,
fosse quella in cui era nato Gesù"); il dio egizio Oro (rappresentato in braccio alla madre, la dea Isi[de]); il dio egizio Osiri(de) (padre del precedente, e anch'egli morto & risorto); il dio greco-romano Dioniso/Bacco; il dio norreno
Freyr (che vuol dire Signore!); il dio maya Bacab (che si riteneva messo al mondo da una vergine di nome Chiribirias); il dio
maya Kukulkán; il dio quiché Gukumatz (identificato col precedente); il dio azteco Quetzalcoatl (anch'egli, a sua volta, identificato coi precedenti); il dio azteco (Huitzil)opochtli; il dio inca (Con Tiqui) Viracocha (anch'egli appellato tra l'altro
Signore, e per il quale c'è da precisare che la festa della sua nascita era celebrata sempre in occasione del solstizio d'inverno, ma che essendo nell'emisfero australe, e non, come per le popolazioni relate alle
divinità precedenti, in quello boreale, ciò avveniva il 24 giugno!).Per altro anche la data della morte del Cristo (e quindi della
sua resurrezione!) sono state sottoposte ad un'attenta analisi da parte degli studiosi: di ciò ci riserviamo di farne oggetto di nostro interessamento in altra occasione.
congiunzioni astrali, &c.), associabili al fenomeno astronomico noto come Stella di BETLEMME (e impropriamente definito Stella Cometa), grazie all'ausilio di strumentazioni informatiche, uno studioso, l'astrofisico Michael R. MOLNAR, dopo innumerevoli ipotesi precedentemente formulate da svariati & variegati studiosi, tutte interessanti ed egualmente suggestive quanto valide, sembra che sia addivenuto alla conclusione che la data più probabile dell'evento che avrebbe trasformato la Storia, al punto da identificarne un prima e in un dopo, sarebbe il giorno 17 del mese di aprile dell'anno 6 avanti Cristo!
egli stesso nel suo libro La Stella di BETLEMME: L'eredità dei Magi riporta, tutto è iniziato, nel più puro stile "'Indiana' JONES", da una moneta romana di ANTIOC
HIA, in cui è mostrato l'ariete Ram, simbolo del popolo ebraico e simbolo della costellazione omonima, e dove sono indicati dei fenomeni celesti compatibili col racconto neotestamentario dell'evangelista & apostolo S. Matteo.
L'ulteriore conferma alla sua ipotesi la ebbe nell'apprendere che le condizioni astronomiche di quel giorno erano state ritenute, da Giulio Firmico MATERNO, un retore & astrologo romano, annuncianti la nascita, sotto il segno degli Israeliti, di un essere immortale, divino & onnipotente.
Per approfondimenti:
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sabato 12 aprile 2008
Dell'amicizia
dere che anche l'inimicizia ha i suoi valori (molti nemici, molto onore!), è indubbio che l'amicizia nel corso della Storia e in tutte le culture ha riscosso sempre una particolare attenzione.
la base delle loro opere, ciò lo è anche da parte dei filosofi, che si sa, per costituzione, non si intendono di cose amene, ed esplicativa a riguardo è l'opera più celebre sull'argomento, il Lelio sull'amicizia di Marco Tullio CICERONE.
distanti (nel tempo come nello spazio): per ciò basta ricordare il rapporto amicale tipico della Grecia classica, espresso egregiamente da Aristocle, più famoso come Platone, nel suo Simposio, con caratteristiche apertamente sessuali: certamente non proponibili in una dinamica prettamente "amichevole" nella nostra società (occidentale & contemporanea).
omani, traducibile col senso di "cameratismo" (ovvero di sentimento verso il "camerata" con cui si divide il luogo deputato al sonno e verso cui si deve avere fiducia nel turno di guardia sua e attenzione nel turno di guardia propria) che contraddistingue chi, ancora oggi, divide "pane & morte".
un memoriale con cui tutti i suoi seguaci, ricordandosi di quella Mensa, si sentissero amici. Di più: fratelli.
acqusito, nella nostra lingua, una connotazione di stampo sessuale e quindi poco adatta al contesto).
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venerdì 4 aprile 2008
S. Isidoro di SIVIGLIA vescovo, Padre & Dottore "egregio" della Chiesa
La memoria odierna è dedicata a un santo spagnolo antichissimo, non molto venerato d
alle nostre parti e non molto conosciuto da i non addetti ai lavori, il quale nel 2000 balzò agli onori della cronaca perché fu designato quale patrono della Rete dal Papa Giovanni Paolo II Magno.
Tale scelta fu indirizzata dal fatto che egli fu appassionato sostenitore della divulgazione delle informazioni (lo scopo precipuo della Rete!), in quanto autore di ben 30 opere sugli argomenti più disparati (la cui lista è riportata in calce) e, anche, dal fatto che l'opera sua più famosa e corposa (ben 20 libri!) Etymologiae sive Origines, la prima enciclopedia al mondo, può essere vista come progenitrice delle moderne basi di dati.
La preghiera suggerita al navigatore per Rete contextum è la seguente:
Affinché con la Sua intercessione,
possiamo dirigere le nostre mani ed i nostri occhi
solo verso ciò che fa piacere a Dio
e trattare con carità e pazienza tutti coloro che incontreremo in Rete.
Per Cristo nostro Signore.
Di seguito: il corpo sostanzioso delle sue opere.
OPERA
Opus | Quod manet | Notæ | |
De disciplinis | |||
De natura rerum ad Sisebutum regem liber | (superest) | --- | |
Differentiæ | (superest) | --- | |
Differentiarum appendix | (superest) | --- | |
Originum libri XX | (superest) | I 20 libri dell'opera, che fu conclusa ed edita da Braulio di SARAGOZZA, sono divisi per argomento: Libri I-III: arti del trivio e del quadrivio; Libro IV: medicina; Libri V-VIII: giurisprudenza & vita religiosa; Libro IX: etnologia (lingue, regni, eserciti, città); Libro X: spiegazione di alcune parole difficili; Libro XI: antropologia; Libro XII: zoologia; Libro XIII: cosmologia; Libro XIV: geografia; Libro XV: pietre & metalli; Libro XVI: architettura; Libro XVII: agricoltura; Libro XVIII: guerra; Libro XIX: navigazione; Libro XX: economia domestica. | |
Epistulæ |
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Epistulæ | (superest) | --- | |
Explanatoria |
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Allegoriæ quædam Sacræ Scripturæ | (superest) | --- | |
In libros Veteris ac Novi Testamenti proœmia | (superest) | --- | |
In librum quartum Regum | (superest) | --- | |
Liber Numerorum qui in sanctis scripturis occurrunt | (superest) | --- | |
Quæstiones in Deuteronomium | (superest) | --- | |
Quæstiones in Esdram | (superest) | --- | |
Quæstiones in Exodum | (superest) | --- | |
Quæstiones in Genesin | (superest) | --- | |
Quæstiones in Iosue | (superest) | --- | |
Quæstiones in Leviticum | (superest) | --- | |
Quæstiones in librum Iudicum | (superest) | --- | |
Quæstiones in librum Maccabeorum | (superest) | --- | |
Quæstiones in Numeros | (superest) | --- | |
Historica |
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Chronica maiora | (superest) | --- | |
De viris illustribus | (superest) | --- | |
Dedicatio historiarum ad Sisenandum | (superest) | --- | |
Historia de regibus Gothorum Vandalorum et Suevorum | (superest) | --- | |
Moralia |
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De ecclesiasticis officiis libri II | (superest) | --- | |
De fide catholica contra Iudæos | (superest) | --- | |
De ortu et obitu patrum | (superest) | --- | |
Sententiarum libri III | (superest) | --- | |
Synonymorum libri II | (superest) | --- | |
Varia |
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Regula monachorum | (superest) | --- | |
Subditiva |
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De ordine creaturarum | (superest) | --- | |
De Veteri et Novo Testamento quæstiones | (superest) | --- |
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giovedì 3 aprile 2008
1973-2008: 35 anni di telefonia mobile cellulare
) cellulari o più semplicemente telefonini, anche se solo nel 1983 saranno prodotti i primi modelli commerciabili, al costo non certo economico di $ 3500 (attuali $ 7000!).
YORK USA, fu Martin COOPER, capo della ricerca della Motorola e attualmente presidente,
amministratore delegato e co-fondatore nel 1992 della ArrayComm, che contattando Joel ENGE
L, suo omologo dei BELL Laboratories (più conosciuti come BELL Labs, da dove nel 1947 uscì probabilmente la loro invenzione più importante: il transistore), gli comunicava
di essere riuscito nell'intento, seppur attaccato ad 1 kg di plastica e fili vari, prototipo del modello che in seguito sarà commercializzato col nome di DynaTac 8000X
.
rty, come affettuosamente si fa chiamare, confessò che non avrebbe immaginato che un giorno il telefono cellulare sarebbe potuto
essere così piccolo al punto che si sarebbe potuto appendere al proprio orecchio o che addirittura lo avrebbero potuto incorporare sottopelle.
vita delle persone più confortevole e di promuovere la produttività, svincolando il numero di telefono da un luogo, fosse esso la casa o l'ufficio, per associarlo esclusivamente ad un solo individuo.
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martedì 1 aprile 2008
Pesce d'aprile
Si avvertono tutti i "dittionauti" che la giornata odierna è dedicata ai pesci d'aprile.
Si invita pertanto a prestare molta attenzione per non cadere nella rete dei trabocchetti più o meno simpatici che sarà tesa all'uopo nel mondo reale come in quello virtuale (la Rete per eccellenza!)
Non fate i pesci. Non abboccate!
Buon Pesce d'aprile a tutti!
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domenica 23 marzo 2008
...Dio è risorto!
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22.27.00
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venerdì 21 marzo 2008
Dio è morto...
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21.05.00
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mercoledì 19 marzo 2008
S. Giuseppe castissimo sposo di Maria & padre putativo di Gesù
Custodisci, difendi, proteggi, o provvido custode della Divina Famiglia, i nostri giovani, speranza di un mondo migliore, e gli anziani, radici della nostra fede e maestri di vita.
Ottienici con la tua potente intercessione, unita a quella della tua Santissima sposa, uomini nuovi che abbiano il coraggio di abrogare le inique leggi contro Dio e contro l'uomo, ereditate da un triste ed oscuro passato.
Con la tua protezione, o San Giuseppe, continui l'Italia ad essere centro vivo e di civiltà cristiana, faro di luce evangelica a tutto il mondo, terra di Santi per la gloria del Padre Celeste e per la salvezza di tutti gli uomini.
E, come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così difendi la Santa Chiesa di Dio e la fede delle nostre famiglie da tutte le oscure insidie del male.
Gesù, Giuseppe e Maria, benedite, proteggete, salvate l'Italia!
Ritorni col vostro aiuto e per vostra intercessione a spalancare le porte a Cristo.
Amen.
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21.38.00
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lunedì 17 marzo 2008
S. Patrizio vescovo
Il santo odierno, patrono d'Irlanda, così sentitamente festeggiato dalla comunità irlandese tanto in patria che all'estero, colla tipica calda devozione di un popolo d'amore, lo sentiamo particolarmente vicino, e non soltanto per le innumerevoli occasioni di festeggiamento che i tantissimi locali di ispirazione irlandese disseminati nelle nostre città ci propinano.
L'Irlanda & l'Italia, gli Irlandesi & gli Italiani, pur così lontani geograficamente e linguisticamente, possiedono dei tratti in comune che li rendono simili nella diversità.
Ambedue le terre invase e ostelli secolari dello straniero stupratore; ambedue i popoli costretti alla migrazione e altrove reietti.
Ambedue le terre ancora non del tutto redente; ambedue i popoli ancora non del tutto uniti.
ue le storie intrise della medesima religiosità cattolica.
Anche le bandiere, nella loro similitudine, pur nella diversità delle loro proporzioni (2:1 & 3:2), sembrano sorelle!
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13.28.00
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sabato 15 marzo 2008
“Guardati dalle Idi di Marzo"
E' questo l'avvertimento che l'augure Spirinna rivolge a Gaio Giulio CESARE, che quel giorno sarà comunque esortato a non andare al Senato da sua moglie
Calpurnia, che aveva avuto un presentimento onirico di quanto stava per accadere. E “Beware the Ides of March” riecheggia dopo secoli nel dramma storico Giulio CESARE di William SHAKESPEARE.
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venerdì 14 marzo 2008
Giorno di Pi greco
Nell'enorme varietà di feste più o meno laiche, più o meno religiose, più o meno utili che il calendario ci propina nel corso dell'anno, ci si può imbattere in quella dell'odierna giornata.
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01.21.00
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sabato 8 marzo 2008
Giornata Internazionale della Donna
Cielo" (come ebbe a definirla il capo carismatico della Lunga Marcia), non poteva neanche immaginare di poter godere sulla carta della metà dei diritti della Terra, e fortemente festeggiata negli anni della contestazione giovanile, è divenuta, purtroppo, negli ultimi tempi una data festeggiata in modo duplice da due diversi filoni di pensiero: quello che propone i medesimi contenuti di sempre, spesso ormai consunti dalla Storia e del tutto non più attuali, e quello che li ha totalmente avulsi.
Il primo è il caso dei movimenti femministi radicali di ispirazione veterocomunista che, con una punta di narcisismo, quasi di impronta omosessuale, tendono a voler dimostrare con argomentazioni, spesso pusillanimi, costantemente e pedissequamente, la superiorità della donna sull'uomo (ma forse dovremmo dire della femmina sul maschio!), partendo da considerazioni di tipo politico (vedendo la metà del Cielo a loro complementare come un insormontabile ed eterno ostacolo alla loro affermazione in ogni campo, accusandolo di maschilismo fallocratico) e finendo a considerazioni di tipo biologico (paventando scenari, a dir poco apocalittici, di un mondo totalmente abitato da donne, per via della possibilità, non del tutto teorica, di poter da sole, anche se coll'aiuto della scienza e della tecnica, riprodursi, quasi per partenogenesi), i cui incontri sono organizzati, gestiti, vissuti solo ed esclusivamente da donne in luoghi penosamente grigi che ci rimandano ad una tristezza di stampo sovietico.Il secondo è il caso dei movimenti postfascisti di ispirazione neoliberista, che colgono tutte le occasioni di festa per avere l'opportunità di ostentare la propria ricchezza interiore (!)
a suon di ostriche, sciampagna e caviale, i cui incontri, in luoghi da "bilionari" che poco concedono all'introspezione o al dialogo, prevedono la presenza del sesso forte solo per concedere agli occhi (e non solo!) il piacere di emozioni forti.Tutt'e due penosamente e inconsapevolmente orientate sulla medesima via del maschio tanto vituperato, tanto da poter parlare di un vero desiderio di potere che potrebbe a buon ragione essere definito "colpocrazia".
Ci verrebbe da chiedere, allora, che senso ha celebrare, ancora oggi quella che comunemente è definita Festa della Donna? Le motivazioni sono almeno triplici.
1. Se anche nel nostro mondo occidentale (colle sue caratteristiche di cultura, progresso, civiltà, ricchezza, &c.) i diritti per le donne sono ormai acquisiti sulla carta quasi ovunque, non sempre sono applicati nella realtà per ostacoli provenienti da diverse cause. 2. Vi sono varie altre parti del mondo che per le medesime cause non vedono i diritti suddetti neanche sanciti teoricamente. 3. Quand'anche si dovesse giungere (ci auguriamo il più brevemente e incruentemente possibile!) al riconoscimento in ogni dove nell'umana famiglia della parità totale dei diritti delle donne e degli uomini, la data che tanto ha significato in questo lungo e sofferto percorso dovrà rappresentare un monito, per le generazioni a venire, di quanto sia stato importante l'impegno profuso da tanti esseri umani (donne e uomini!) perché le rappresentanti il gentil sesso non rappresentassero solo la metà del Cielo!
La mimosa (Acacia dealbata): simbolo floreale della giornata.
In apertura: le tre Grazie.
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20.02.00
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sabato 1 marzo 2008
1938-1968-2008: ovvero il "nero" D'ANNUNZIO, il "rosso" Sessantotto e la "grigia" memoria (negata)
Ma noi amiamo i "tipi" che fanno la Storia, non gli "stereo-tipi" che la distruggono! Ed è per questo che non ci piace fermarci né alle apparenze, né ai sensazionalismi che una cultura superficiale e approssimativa tramanda ad uso e consumo di ignoranti pseudoacculturati da strapazzo. Tanto per cominciare hanno una data in comune: oggi.
Minimo, nonché quello della così detta "Battaglia di Valle Giulia". Ma quest'anno, inoltre, la ricorrenza è piena: rispettivamente 70.o & 40.o dei due avvenimenti.
aro (prima) e dello Stato Libero di FIUME (dopo), quegli anni sì diciamo noi "formidabili", come ebbe a dire, riferendosi invece agli anni contestatari qualche tempo fa Mario CAPANNA, animatore sessantottino della scena studentesca milanese, nonché capo storico di un movimento extra-parlamentare in seguito conflu
ito nel parlamentarismo, di nome Democrazia Proletaria, fu un'esperienza che a ben conoscerla farebbe a dir poco impallidire quella dei giovani contestatori di più recente memoria.
nti, sporchi, trasandati, vuoti, proletari (nelle parole, ma schifosamente borghesi nella realtà), pacifisti (sempre nelle parole, ma ancora una volta schifosamente violenti nella realtà) [e per queste due ultime caratteristiche si veda quello che scrisse Pier Paolo PASOLINI proprio in occasione della Battaglia di Valle Giulia!], ma una novità attuata circa 90 anni fa, non certo da uomini (e donne) di basso profilo!
ropria costituzione dettata dal sindacalista rivoluzionario Alceste DE AMBRIS e curata nello stile dal Comandante, che incarnando l'ideale di bellezza la fa uscire dai canoni dei testi costituzionali, rappresenta ancora oggi una delle esperienze più ardite di autogoverno che nulla ha che invidiare alle esperienze di autogestione di sapore sessantottino.
orno della sua dipartita l'almanacco "Barbanera" aveva vaticinato la "morte di una personalità": fosca previsione che il Vate aveva sottolineato con una matita rossa.
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venerdì 29 febbraio 2008
Via libera!
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domenica 17 febbraio 2008
Cossovo nazione?

Alle 15:51 di oggi il Parlamento del Cossovo, Provincia Autonoma della Serbia, ha dichiarato la sua indipendenza, proclamandosi Stato sovrano.
rovvisto di un parlamento e di un governo provvisori ed è stato posto sotto il protettorato internazionale UNMIK e NATO in
attesa di un accordo internazionale.
Sicurezza dell'ONU, cha già aveva appoggiato l'unico precedente di Timor Est, ma avversata dalla Russia e dalla Cina.
o tempo, con motivazioni più o meno valide e con modalità più o meno pacifiche, l'autonomia amministrativa, se non, addirittura, l'indipendenza.
e nel corso della storia ha sempre giocato il ruolo di alma mater et magistra dei popoli slavi tutti, e che sempre più vede limitato il suo ruolo a livello mondiale e, nella fattispecie, a livello continentale.
à di gestire un territorio abitato da popolazioni tradizionalmente antislave, in funzione anche, se non addirittura, antirussa; tentativo già sfruttato, infatti, in passato dai tedeschi, che, durante l'ultimo conflitto mondiale, costituirono la 21.a Divisione Waffen SS da montagna "Skanderbeg" (1.a Albanese), impiegando essenzialmente personale albanese cossovaro di religione musulmana. Il principale obiettivo dello sterminio della popolazione serba cossovara portò al massacro di una buona parte di essa, e all'esodo forzato dei superstiti verso la Serbia stessa.
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venerdì 15 febbraio 2008
Ss. Faustino presbitero & Giovita diacono martiri
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giovedì 14 febbraio 2008
S. Valentino vescovo martire
Ancora un santo, ancora una festa (quasi comandata!).
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domenica 10 febbraio 2008
Giorno del Ricordo
Tale giornata è stata istituita, con legge dello Stato "in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale".
era e propria "congiura del silenzio", senza per questo passare a loro volta sotto silenzio le responsabilità italiane durante il periodo dell'annessione al rimante suolo patrio.
la controversia tra i presidente croato Stjepan MESIĆ e il nostro fu sedata solo dopo la convocazione
dell'ambasciatore croato da parte del Ministro degli Esteri Massimo D'ALEMA e dopo il pronunciamento dell'Unione Europea, che metteva in forse la candidatura europea della Croazia: una lieve marcia indietro, quindi, e solo per meri motivi di interesse e non di amore per la Verità!

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mercoledì 30 gennaio 2008
Eroi di carta e uomini di cartone
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domenica 27 gennaio 2008
Giorno della Memoria
a collocare quell'idea di Uomo che le "magnifiche sorti e progressive" sembravano ormai definitivamente avere attualizzato.
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domenica 20 gennaio 2008
S. Sebastiano martire
Anche oggi, come tutti i giorni, se buttiamo lo sguardo al calendario, accanto alla data troveremo il nome di un santo.
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